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GOR’KIJ: UNA CONFESSIONE ALCUNE OSSERVAZIONI

Eridano Bazzarelli

Abstract

“Una confessione” (“Ispoved”) è il titolo di impronta tolstojana che Gor’kij ha voluto dare a un suo “romanzo breve”, scritto nel 1908. L’opera ha suscitato le critiche di Lenin e dei bolscevichi, perché è la storia di un “cercatore” e “costruttore di Dio”. Secondo l’ideologia di Lenin un bolscevico, come era Gor’kij, non doveva interessarsi alla ricerca di Dio, ma essere ateo e basta. In realtà il movimento dei “cercatori di Dio” fu una vera e propria corrente, che si diffuse proprio nel movimento socialdemocratico negli anni 1907-1910, forse anche come reazione alla sconfitta della rivoluzione del 1905. Del movimento fecero parte personalità che divennero poi importanti nel movimento bolscevico, come Lunačarskij e filosofi come Bogdanov. Il romanzo di Gor’kij, che ha anche una forte impronta anticlericale, è la storia spirituale, tormentata e complessa, di un giovane monaco, o ex-monaco, alla ricerca della verità, e dei suoi molti incontri, positivi e negativi. Fra gli incontri positivi, lona e legudiil. Matvej, il protagonista, diverrà un costruttore di Dio, nella sua autentica fusione col popolo, e con la fede del popolo, che renderà possibile il “miracolo”: una giovane paralizzata riprenderà a camminare.

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Submitted: 2012-02-03 13:53:38
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