INFANZIA: MEMORIA E COSTRUZIONE DI UN MITO

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Emanuela Guercetti *
(*) Autore principale:
Emanuela Guercetti | istituto.lombardo@unimi.it

Abstract

Se, secondo la definizione di Mircea Eliade, il mito è “una storia inventata per rispondere a una domanda e a un’angoscia”, un’autobiografia è il luogo privilegiato per riordinare le proprie esperienze, dare un senso al percorso della propria vita, definire quei miti di sé di cui l’adulto ha bisogno. Nel caso di Gor’kij l’attitudine a creare miti è stata più volte rilevata dai critici, e nessuno scrittore come lui, forse neppure Tolstoj, fu trasformato in un mito quand’era ancora in vita, talvolta suo malgrado. Come scrive Chodasevič, “Riteneva suo dovere presentarsi all’umanità, alle ‘masse’, con l’immagine e nella posa che da lui quelle masse si aspettavano ed esigevano in cambio del loro affetto.” Possiamo dire che per Gor’kij la scrittura di un’autobiografia rispondeva a molteplici bisogni. Dal punto di vista psicologico, il racconto di sé svolge la funzione terapeutica di curare la sua anima malata, dal punto di vista artistico gli consente di elaborare, mettere a punto il sistema mitopoietico che sta alla base della sua creazione, mentre come personaggio pubblico Gor’kij può precisare e correggere, fornendone per così dire una versione autorizzata, il mito di sé come vagabondo, bosjak, scrittore venuto dal popolo, figlio “amaro” della Russia mnogostradal’naja. Non si può poi ignorare ciò che è stato sempre messo in rilievo dalla critica sovietica, e cioè che l’emigrato politico Maksim Gor’kij, scrivendo Detstvo nel 1912-13 a Capri, si serve delle proprie memorie anche per meditare sulle sorti della Russia, per capire i motivi del fallimento della rivoluzione e individuare motivi di speranza per il futuro dell’«uomo russo». E infine c’è il dialogo a distanza con Tolstoj e i suoi Infanzia, Adolescenza e Giovinezza.

Tutto questo insieme di aspettative e tensioni diverse fa di Detstvo uno dei lavori più ricchi e complessi dello scrittore, e la riscoperta dell’opera di Gor’kij che auspicano gli organizzatori di questa giornata di studio potrebbe partire proprio dalla riscoperta della sua trilogia autobiografica, e di Infanzia in primo luogo, che in passato ha conosciuto un grande successo, e che perfino i simbolisti russi di primo Novecento, Blok, Merežkovskij, Zinaida Gippius, Filosofov avevano accolto con attenzione ed entusiasmo.


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