I BASSIFONDI DELL’ANIMA RUSSA: GOR’KIJ E DOSTOEVSKIJ

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Mariam N. Pakravan *
(*) Autore principale:
Mariam N. Pakravan | istituto.lombardo@unimi.it

Abstract

Apparentemente tutto sembra separare questi due autori. L’uno, Dostoevskij, ha biasimato aspramente la rivoluzione, rappresentato i rivoluzionari come dei demoni e il palazzo di cristallo come l’assurda utopia da combattere e l’altro, Gorkij , l’annunciatore della tempesta, il portavoce della rivoluzione, nonostante le sue violente proteste contro la repressione cieca nei primi anni del regime comunista, ha voluto credere nel felice avvenire dell’umanità e combattere per realizzarlo. Gorkij non ama Dostoevskij. Parlando di se stesso si definisce più come un narratore, affascinato dalle particolarità esterne delle cose piuttosto che un investigatore del mistero dell’anima umana, degli enigmi della vita. Al di là di queste divergenze evidenti, desideriamo mostrare le radici comuni di questi due tronchi della letteratura russa, collo scopo di sottrarre Gorkij all’influenza unilaterale del realismo socialista e ricollegarlo alla comune matrice russa alla quale appartiene. I paralleli si limiteranno nell’ambito di questa relazione a due opere: i “Bassifondi” di Gorkij e “l’Idiota” di Dostoevskij.

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